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mercoledì 8 luglio 2009

La mia vacanza

Eccomi finalmente a raccontarvi la mia crociera.
La prima tappa è stato il porto di Vanezia dove ci siamo imbarcati domenica nel primo pomeriggio.
La nave non era proprio un guscio di noce: mi aspettavo qualcosa di "grande" ma questa era...ENORME!

Tutto scintillante, grandioso, ultra pulito, servizio impeccabile: non è possibile fare nessuna critica!!!


Purtroppo Venezia l'ho vista solo dall'alto: l'uscita dal porto è semplicemente spettacolare!





Dopo aver cenato, le bimbe sono crollate dal sonno e noi ci siamo goduti il tramonto dal balconcino della nostra cabina.





E' iniziata così la navigazione in direzione di Bari per i nuovi imbarchi.


Siamo arrivati al porto poco prima di mezzogiorno di lunedì: mi sarebbe piaciuto scendere a terra e visitare la città ma due piccole cause di forza maggiore mi hanno costretta alla piscina del mini-club.

Nel tardo pomeriggio abbiamo ripreso la navigazione diretti a Katakolon dove siamo arrivati martedì verso le ore 12.

Il porto è piccolino, di recente costruzione e si affaccia su una baia bellissima.
Abbiamo fatto qualche piccola compera rimanendo nelle vicinanze e senza fare l'escursione ad Olimpia: con la prole al seguito era improponibile.
Devo dire che questo è stato il posto che mi ha entusiasmato meno.


Alle 18 ca. abbiamo lasciato l'ormeggio proseguendo sottocosta con rotta sud.

Abbiamo costeggiato la penisola del Peloponneso e proseguito nel mar Egeo.

Mercoledì, intorno a mezzogiorno, siamo arrivati a Mikonos...bellissima.

Situata tra Tinos e Naxos, insieme con Santorini, è l'isola più affascinante dell'arcipelago delle Cicladi.
Da circa cinquant'anni gli abitanti dell'isola hanno scoperto le potenzialità dell'industria turistica che, a tutt'oggi, è la prima risorsa dell'isola.





Abbiamo fatto lo sbarco in lancia e ci siamo inostrati tra le viuzze imbiancate dell'isola.

Uno dei primi abitanti che abbiamo incontrato, era appollaiato su una panchina in attesa di essere immortalato da tutti i turisti di passaggio.

Ne abbiamo incontrati altri due che passeggiavano tranquillamente in mezzo alla gente come fossero i padroni assoluti di quanto gli stava intorno!
Il clima era paradisiaco: si sentiva il sole picchiare sulla pelle con una brezza marina continua che non ti faveca sentire il minimo caldo.



Molto pittoresco è il quartiere del Kastro, situato su una piccola altura che i veneziani avevano fortificato.
Sotto al Kastro si trova il quartiere chiamato Venezia a causa delle sue case costruite direttamente sul mare, un pò come accade sulla laguna veneta.
Tutte le costruzioni sono ricoperte di calce: non si trova nulla che non sia bianco, dai ristoranti ,alle abitazioni, alle chiese!
Di certo hanno il vantaggio di non dover passare settimane a scegliere di che colore fare l'intonaco della casa nuova!

A mezzanotte siamo ripartiti diretti a Rodi.


Una lunga storia di leggende e di miti affiorano nella storia di Rodi, una delle principali isole del Mediterraneo, la quarta dell'arcipelago greco e la più rilevante per estensione ed abitanti del Dodecaneso.






Secondo la mitologia greca, Rodi sarebbe il dono di nozze fatto da Zeus a Helios, dio del Sole, e alla ninfa Rhoda, figlia di Afrodite.





L'isola è protetta da tre massicci montuosi che rendono alle spiagge e alle coste un clima piacevolmente ventilato ed estremamente mite.

Per la scesa a Rodi (9-9.30), abbiamo lasciato le bimbe al mini-club e noi abbiamo fatto gli sposini con pranzo in un localino tipico.
Era quasi tutto buono tranne degli involtini di non so cosa, avvolti in una foglia nerastra (credo di vite) che erano trooooooppo speziati: se abbiamo interpretato bene quanto ha detto il cameriere, quel saporetto forte era di aneto.
Il piatto che mi è piaciuto di più? La Mussaka: buonissima.
Verso le 16, siamo tornati a bordo a recuperare le figliole in attesa della partenza (ore 20).


Un saluto anche a Rodi!

La giornata di venerdì è stata tutta di navigazione.


Siamo passati da Capo Maleas, costeggiato l'estremità meridionale del Peloponneso, visto l'isola di Zakintos (da una distanza di 3 miglia) e poco dopo l'isola di Kefalinia.



Sabato mattina alle 7 siamo arrivati a Dubrovnik.

Questa è un'ansa dell'isolotto che si trova proprio di fronte alla città e ti fa sognare per almeno 10 minuti: passare un mesetto in quella casina isolata in riva al mare...wow!


Il porto è tra i più suggestivi della costa Dalmata che, tra isole, insenature, baie e scorci molto pittoreschi, offre una delle panoramiche più delizione della riviera adriatica.



La città ha radici veneziane che compaiono dietro ogni monumento e costruzione.

Basti pensare che il percorso principale che taglia in due la città vecchia e che assomiglia in modo impressionante a qualunque altro borgo antico italiano, si chiama "Stradun", in veneto.

Questa via viene pulita e ci viene passata la cera tutte le mattine!


Anche questo sbarco è stato fatto in lancia.
La città fortificata è particolare e fantastica!
Vi lascio solo le foto che parlano da sole.


































Dopo pranzo, ultima partenza in direzione Venezia!
Abbiamo costeggiato per molto tempo la costa, tra una miriade di isole croate!
La mattina alle 9.30-10.00 di domenica, sbarco a Venezia e ripartenza verso casa.
Quest'avventura è finita ma l'ho appena rivissuta tutta con voi!
Ps: Stiamo già pensando alla prossima!

2 commenti:

  1. Laura mamma mia che meraviglia!!!
    Deve essere stato un viaggio veramente meraviglioso!!! E ci credo che pensate alla prossima! Un bacione, Ila.

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  2. Laura mi è piaciuto talmente tanto il tuo resoconto che me lo sono rivisto tutto anche qui!
    So benissimo quello che provi( per esperienza personale) ma ogni volta sono emozioni nuove!
    Mi fa tanto piacere che siate stati bene e ti auguro di ripetere l'esperienza, ti assicuro che anche la partenza da Savona non è niente male, anche se Venezia.................
    Un bacio
    Anna

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